Cultura e Covid19 - Coronavirus 19 Italy - come resistere alle fake news sul covid-19 e ripartire

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Cultura e COVID-19: quando una crisi può essere una opportunità

Questo il titolo di un articolo del veneziano Massimiliano Zane, progettista culturale, consulente strategico per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio, pubblicato sul periodico Artribune, al riguardo del Covid-19, che mette in vetrina il sistema culturale italiano e i suoi problemi decennali, ingigantiti dall'emergenza sanitaria, concludendo con le prospettive future.

dal sito Artribune

«Il Coronavirus ha creato uno stato di emergenza che, tra gli altri, sta mettendo in ginocchio tutto il settore della cultura e della creatività dell’Italia», vitale per la nostra economia e degno rappresentante del Made in Italy.
Questa emergenza ha purtroppo riproposto problematiche presenti da anni nel settore, formato da professionisti e da aziende, insieme a milioni di visitatori da tutto il mondo, bloccati dalla pandemia.

«Un impatto economico e sociale che inevitabilmente avrà risvolti negativi e a lungo termine»; nell'articolo Zane afferma che «per una sola settimana di arresto forzato di ogni attività culturale si è registrato qualcosa come una perdita di quasi 108 milioni di valore aggiunto per la Nazione». Purtroppo il perdurare della chiusura dei siti culturali porterà a nuovi danni d'immagine e di fatturato, soprattutto per le piccole realtà.
La politica dovrà rafforzare e armonizzare il settore, quasi con un "piano industriale", visto la sua importanza per il PIL nazionale.
Ora il settore culturale è bloccato, come tutto il Paese; sarà indispensabile pensare a come sostenerlo finita la drammatica fase medica.
Infatti per definizione la cultura ha bisogno di diffusione e di contatto, mentre in questo momento il pubblico non può partecipare agli eventi. Considerato poi che in questo momento storico la cultura soffre di un generale disinteresse verso il suo valore, diventa vitale ripensare a come promuovere contatti con il pubblico e promozione.
Diventerà vitale sfruttare a pieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, ma anche dallo smart working, così come dalle dirette streaming e dalle visite virtuali che permetteranno di rendere fruibili innumerevoli musei a livello mondiale, per creare occasioni di diffusione culturale e nuove forme di fruizione, sia divulgativa che educativa.
Questa chiamata alle armi si definisce "digital strategy", e deve portare ad un piano di sviluppo nazionale.
I nostri celebrati luoghi della cultura noti in tutto il mondo, ma anche le piccole realtà, avranno così modo di crescere in visibilità, creando nuovi modi di fruizione e contatto.
«Occorre che il patrimonio rimanga vivo, anche in queste settimane di incertezza, anche per riuscire a diffondere in ogni modo e situazione.
Perché se servirà ingegno per recuperare ciò che andrà perso nella produzione industriale, anche quella culturale avrà bisogno di sforzi concreti per rimettersi a “regime”, e questa sarà la vera sfida con cui dovremo confrontarci come sistema Paese superata la buriana».


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