Gli organi colpiti - Coronavirus 19 Italy - come resistere alle fake news sul covid-19 e ripartire

Vai ai contenuti
LA RUBRICA DI CORONAVIRUS19ITALY: SANITA'

COVID-19 NEL CORPO UMANO:
QUALI ORGANI COLPISCE E PERCHE'

Appuntamento con la Dott.ssa Ombretta Grassi
A lei sarà possibile rivolgere domande e scambiare opinioni

  


Alcuni di voi mi hanno scritto chiedendomi quali organi colpisce
l’infezione da COVID-19 e perché.
Quindi ho deciso di spiegarlo in modo semplice.



Nel pensiero comune l’infezione da COVID-19 significa polmonite, mancanza di respiro e insufficienza respiratoria, ma questa è solo una delle innumerevoli manifestazioni del virus che da gennaio 2020 ci ha imposto stili di vita per evitare il diffondere della pandemia.



Dalle prime autopsie, i dati preliminari evidenziavano che la malattia colpiva vari organi, ma la causa di morte era, in prima ipotesi, una vasculite. Per ogni organo interessato quello che fa precipitare la situazione è una reazione eccessiva del sistema immunitario, una tempesta di citochine, in cui le cellule immunitarie attaccano i tessuti sani.



A livello polmonare il COVID vi entra attraverso le prime vie aeree, e se l’organismo non lo respinge attivamente, riesce ad arrivare dalla trachea ai polmoni e - attraverso un legame con i recettori Ace 2 -, entrare nella cellula polmonare, dove può dar luogo alla polmonite. Una polmonite che viene definita intestiziale, bilaterale a partenza dalla periferia del polmone, mantellare.



Gli alveoli si riempiono di liquidi, di elementi immunitari, muco e detriti, si si interpongono negli scambi respiratori tra l’emoglobina e l’ossigeno, causando insufficienza respiratoria.
La manifestazione clinica dell’infezione da COVID-19 che colpisce il sistema respiratorio è la febbre, il raffreddore e mal di gola se interessa il primo tratto delle vie aeree, tosse e quindi mancanza di respiro se colpisce il polmone.



A livello cardiaco il Covid-19 può simulare un infarto (Jama Cardiology del 25/03/2020) o in alcuni casi manifestare delle aritmie che possono aggravare il quadro respiratorio o compromettere la prognosi. Il cuore e il polmone possono avere un andamento sincrono nella patologia da COVID- 19 con un quadro di trombo-embolizzazione.



Diversamente una delle manifestazioni da COVID-19 è - come molte infezioni virali - un quadro di pericardite.
Il foglietto che avvolge il cuore si infiamma, si deposita del liquido che rende difficile la capacità contrattile del cuore.
La sintomatologia è classica. Dolore retrosternale importante che non si modifica agli atti respiratori. Si può associare a mancanza di respiro.

Alcuni pazienti ricoverati per COVID-19 a Wuhan presentavano sintomi renali con proteine nelle urine sangue. Il coinvolgimento renale nella malattia da COVID-19, che può aver avuto origine in altra sede, è un fattore prognostico negativo, incrementa il rischio di morte.



La presenza di particelle virali riscontrate direttamente in autopsie renali a livello tubulare, fanno ipotizzare che il danno renale sia diretto. L’ipotesi è che i reni siano organi bersaglio come i polmoni, in quanto anch’essi presentano i recettori dell’ACE-2.
A questo danno diretto bisogna associare il danno collaterale all’uso di farmaci retrovirali (remdesivir), potenzialmente nefrotossici. Le stesse citochine liberate dall’infiammazione possono ridurre drasticamente il flusso ematico renale, compromettendo la loro capacità di funzionare in modo adeguato.
Queste ipotesi vanno a sommarsi a patologie che il paziente ha già che coinvolgono e deprimono la sua funzionalità, come il diabete. Il rene non dà sintomatologia. Non si presenta con dolore. Il danno è riscontrabile solo dagli esami.


Il cervello. Ormai è entrata nella conoscenza comuni che ci sono sintomi da COVID-19 che interessano il sistema nervoso, indicati come neuro-COVID.
L’infezione da covid-19 spesso si manifesta con cefalea, prevalentemente frontale e perdita di olfatto e gusto.
La cefalea può essere legata a un quadro di encefalite da infiammazione cerebrale con crisi epilettiche, convulsioni, subentranti, di difficile gestione farmacologica.  
In alcuni casi si sono riscontrate sul tavolo autoptico di lesioni del tronco encefalico, che potrebbe in parte giustificare la mancanza di “fame d’aria” con livelli di ossigeno nel sangue molto bassi, riscontrati in alcuni pazienti.
Di fatto i recettori ACE-2 sono presenti anche sulla corteccia neurale e nel tronco encefalico, pertanto la manifestazione potrebbe essere un’ azione diretta da parte del virus.



L’intestino. Anche a livello del tratto digestivo inferiore si trovano i recettori ACE-2.
L’azione diretta del virus porta a sintomi gastro-enterici con diarrea. Di fatto il virus stesso è stato identificato nelle feci di pazienti anche a distanza di tempo dopo l’infezione. Ciò che ancora non è chiaro è se il virus presente nelle feci sia in grado di infettare oppure no.

Dunque abbiamo letto che il COVID -19 ha un trofismo, ossia infetta tutti gli organi che esprimono il recettore ACE-2, recettore coinvolto anche nell’ipertensione arteriosa; ecco perché molte delle comorbilità di cui si sente parlare, dei pazienti che hanno avuto una evoluzione negativa avevano l’ipertensione arteriosa.

Dott.ssa Ombretta Grassi


Torna ai contenuti