I presidi, amici di viaggio - Coronavirus 19 Italy - come resistere alle fake news sul covid-19 e ripartire

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LA RUBRICA DI CORONAVIRUS19ITALY: SANITA'

I PRESIDI, AMICI DI VIAGGIO,
OVVERO QUALI MASCHERINE SERVONO
PER PROTEGGERE I SANITARI

Appuntamento con un medico che momentaneamente si presenta
con lo pseudonimo di Ildegarda di Bingen.
A lui sarà possibile rivolgere domande e scambiare opinioni...

Quali sono i DPI adeguati a proteggere in maniera efficace l’Operatore Sanitario?
Basta la mascherina chirurgica, o invece è necessario il Facciale Filtrante di Protezione, almeno di classe 2 (FFP2)?
Un approfondimento del SGS Sanità Veneto.

I presidi che sono entrati  nell’uso quotidiano per ognuno di noi, mascherine, guanti, protezione per gli occhi, sono noti in sanità come Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
Il coronavirus è noto ai veterinari sin dagli anni ’30 nel pollame, ove causa malattie respiratorie, gastrointestinali, neurologiche negli animali.
Sette coronavirus sono noti per causare malattie negli esseri umani; quelli noti rientravano sino a qualche decennio fa tra i virus che davano lievi sintomi respiratori, mentre negli ultimi anni abbiamo visto che SARS-CoV, MERS-CoV, e SARS-CoV-2, possono causare malattie molto gravi e con indici di letalità elevati, denominate rispettivamente SARS nel 2002-2003, MERS nel 2012, e COVID-19 nel 2019-2020.. e qui ci fermiamo.

Sino ad oggi avete sentito parlare dell’importanza della trasmissione del coronavirus attraverso i dropler, ma in realtà non è solo così. Le vie di trasmissione sono i droplets, ossia goccioline provenienti dall’albero respiratorio del paziente, con diametro > 10 micron, ma anche attraverso l’aerosol o per via aerea, ossia la trasmissione attraverso particelle provenienti dall’albero respiratorio del paziente, più profondo, con diametro ancora più piccolo e inferiore ai 10 micron, e anche per  contatto diretto tra le persone o superfici.

I droplets emessi dall’organismo mentre si parla, si depositano rapidamente sulle superfici circostanti e trasmettono il virus entro il raggio di 1-2 metri, quindi arrivando sulla bocca, sul naso, sugli occhi della persona vicina.
In questo caso se viene rispettata la distanza di 1 metro, l’uso della mascherina chirurgica e di una visiera o di occhiali sono sufficienti per fermare i droplets. Ipotizziamo ora che ci troviamo in presenza delle particelle più piccole, emesse per via aerosol o per via aerea, ossia particelle infettanti di dimensioni più piccole dei droplets a seguito di colpi di tosse. Queste rimangono sospese a lungo in aria e si fanno trasporare dalle micro-correnti d’aria; possono così percorrere distanze maggiori e - date le le dimensioni - penetrare in profondità nel polmone ed infettarlo.

La trasmissione attraverso aerosol si ritiene che sia rilevante solo in ambiente ospedaliero. Di fatto negli ospedali dovrebbe essere utilizzato l’N95 (l’equivalente dei FFP2), FFP3 e la mascherina chirurgica a seconda del reparto e dei pazienti, ma nella vita quotidiana cerchiamo di capire quale sia da usarsi.
Deve essere chiaro per tutti che nessuna mascherina serve a fermare il contagio
se non è indossata correttamente, perché rischia di diventare inutile.
Prima di indossarla è fondamentale lavarsi le mani e deve essere correttamente
posizionata aderente al viso. Vanno gettate dopo ogni utilizzo.
Vediamo le mascherine medico-chirurgiche che ormai sono entrate nell’uso comune e quotidiano.  
Si tratta di maschere facciali lisce e hanno la forma di una coppetta o pieghettate, sono monouso, e si devono posizionare sul naso e sulla bocca fissandole alla testa con lacci o elastici e piegando il ferretto sul naso in modo che aderisca il più possibile.
Messa correttamente è una utile barriera per evitare che chi è infetto, anche inconsapevole, emetta droplet che potrebbero contagiare qualcuno. Anche queste mascherine chirurgiche differiscono tra loro a seconda del numero di strati, da tre a quattro, ma sono sicure più per chi è vicino che per chi le indossa. Quindi tutti coloro che sono biologicamente portatori del virus e asintomatici, in fase di convalescenza o in fase di incubazione.  
Vanno usate quando si vuole proteggere chi ci sta vicino da eventuali infezioni in atto.
La mascherina medico-chirurgica va indossata, rimossa e smaltita ogni qualvolta diventa umida per emissione di vapor acque con l’espirato o dopo due ore consecutive di utilizzo.

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Le mascherine FFP
La sigla FFP indica “Filtering Facepiece Particles”, ossia “Facciale filtrante contro le particelle”. Si usano quando il tasso di ossigeno nell’ambiente è superiore al 17% e l’agente contaminante è noto. Si usano contro le particelle fini, la polvere e alcuni virus.
le maschere protettive per particolato, note come FFP1-P2-P3, sono “dispositivi di protezione individuale utilizzati negli ambienti di lavoro o per utilizzi professionali. La classificazione europea definisce il livello di protezione da aerosol e goccioline ed è rispettivamente del 80%, 92% e 98%.
Da annotare che:
-le FFP1 sono mascherine disponibili con o senza valvola, indicate soprattutto per lavori di bricolage e nelle industrie tessili, metallurgiche, falegnameria ecc. Secondo le informazioni oggi disponibili non sarebbero particolarmente efficaci per evitare di contagiare e di essere contagiati dal Coronavirus.

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FFP2 senza filtro
- le FFP2 sono mascherine che filtrano particelle solide e liquide, garantendo una protezione del 92%.
Possono essere CON o SENZA valvola. Sono sicure per chi le indossa, conferendo una buona protezione per chi è vicino, perché non si assiste ad emissione di espirato e quindi non può infettare. Possono essere usate da chi ha contratto il virus e da chi deve difendersi dalle infezioni.

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FFP3 senza filtro

- le FFP3 sono maschere dotate di una valvola di espirazione, ossia l’aria espirata viene emessa sempre all’esterno, in sola uscita, quindi non devono essere indossate da soggetti positivi, infetti, sintomatici al coronavirus, perché diffonderebbero il virus.



Conferiscono una elevata protezione - pari al 98% - a chi le indossa, ma se colui che le indossa ha contratto il virus purtroppo lo diffonde. Infatti la valvola dà maggior confort nelle fasi della respirazione, evita che gli occhiali si appannino, per chi li usa, ma se chi la indossa è contagiato rischia di diffondere il virus.

Quindi importante e FONDAMENTALE:
le mascherine con valvola, sia FFP1 che FFP2, quelle con valvola e le FFP3,  
NON devono essere usate da pazienti o soggetti malati o potenzialmente malati,
perché non fermano la diffusione del contagio, anzi lo diffondono.
NIENTE VALVOLA CONTRO IL CORONAVIRUS, niente FFP3!



Un altro aspetto importante resta la PROTEZIONE DEGLI OCCHI
LA CONGIUNTIVA è una fonte di infezione e contagio. MAI toccarsi gli occhi prima di aver lavato le mani e meglio sarebbe utilizzare delle visiere, dei sovra-occhiali per chi li ha da vista o occhiali per chi non ha bisogno di correzione. Evitare l’uso di lenti a contatto.


Le stesse maschere hanno due versioni, semi-maschera, che copre naso-bocca e mento, oppure la maschera completa che copre anche gli occhi.

Ildegarda di Bingen
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