MES e coronabond - Coronavirus 19 Italy - come resistere alle fake news sul covid-19 e ripartire

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LA LENTE: APPROFONDIMENTO SULL'EPIDEMIA

IL MES NON E' IL MESSIA
Coronabond e meccanismo europeo di stabilità

Riguardo ai Coronabond so ben poco anche perché essendo una novità assoluta nello scenario finanziario ben pochi ne sanno qualcosa.
Del MES invece ho una maggiore conoscenza perché un amico trasferitosi in Grecia mi ha ben spiegato il meccanismo.
Dunque, il MES (meccanismo europeo di stabilità) nasce per concedere prestiti ai paesi UE in difficoltà, ma a fronte di una rigida condizionalità. In pratica chi riceve i prestiti è obbligato ad approvare un memorandum d’intesa (MOU) che definisce con rigore quali misure si impegna a prendere in termini di riduzione del proprio debito pubblico, riduzione della spesa, privatizzazioni e quali riforme strutturali adottare anti-inefficienza, corruzione.
Nel 2009 la Grecia chiese un piano di aiuti internazionale che a Maggio 2010 le venne accordato dalla UE (tramite MES) e FMI per un totale di 110 miliardi di Euro, a fronte di un pesantissimo piano di austerità che prevedeva tagli alle pensioni, riduzione dei salari, aumenti delle tasse.
Nonostante questo, la Grecia non riusciva a risollevarsi e i leader dell’eurozona intervennero con un secondo piano di salvataggio da 130 miliardi di Euro. Le condizioni del prestito erano sempre le stesse: pesantissime misure di contenimento della spesa pubblica.
Le condizioni di vita della popolazione diventarono durissime: 3,5 milioni di disoccupati con tasso di disoccupazione al 16%, arrivando ad un clamoroso 40% tra i giovani. Oltre 30 000 dipendenti statali vennero messi in mobilità, alle cure mediche iniziarono a provvedere gli ambulatori popolari, visto che i fondi per gli ospedali pubblici erano stati dimezzati.
Vennero introdotte nuove imposte sulla casa attraverso una riforma del catasto, un aumento dell’Iva, incremento delle imposte indirette, nuova riforma delle pensioni, nuove leggi sul lavoro, inizio delle privatizzazioni.
I greci si ribellarono, iniziarono disordini di piazza, ci scapparono anche i morti.
Ma chi imponeva tutto questo?
Qui comparve per la prima volta la famosa Troika, cioè i rappresentanti dei creditori ufficiali: la commissione europea, la BCE, il Fondo Monetario Internazionale.
Questa Troika imponeva ben 450 provvedimenti; in pratica la Grecia veniva commissariata.
Chi era a capo della Troika? Il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, il Commissario per gli affari economici Oil Rehn, il Presidente della BCE Mario Draghi, il Direttore operativo dell’FMI Christine Lagarde.
Qual è la fine di questa storia?
Chi ha pagato il prezzo della restituzione del debito?
Non ci crederete, ma a pagarlo sono stati proprio i cittadini greci.
Rispetto al periodo precedente l’economia reale greca oggi è irriconoscibile.
Il tasso di disoccupazione è pari al 21%, 500.000 persone sono emigrate all’estero, soprattutto tanti laureati verso l’Australia, Russia, Iran e Cina.
Gli stipendi e le pensioni sono calati, 200.000 negozi hanno chiuso.
Negli ospedali mancano addirittura i vaccini e i fili per suture.
Un’infermiera segue 40 pazienti e i medici si accontentano di 600 Euro al mese.
27.000 case sono destinate a finire all’asta.
Ma l’evento peggiore, che io definisco il “sacco di Grecia”, è come sono finite le privatizzazioni, o meglio, la più grande svendita di beni pubblici che la storia europea ricordi.

Le grandi aziende straniere, con la complicità dei governi interessati, depredarono la Grecia colpendo gli asset strategici del paese.

Alcuni esempi:
-    Il porto del Pireo, ceduto al 67% al colosso cinese COSCO. La Grecia perde quindi il controllo del suo porto principale, la Cina ottiene un terminale fondamentale per la nuova Via della Seta.
-    La compagnia tedesca FRAPPOR ottenne la gestione per 40 anni di 14 aeroporti regionali fondamentali per il turismo: Zante, Corfù, Salonicco, Mykonos, Kos, Rodi, etc.
-    DEUTSCHE TELEKOM ha acquistato il 5% di EllenikTelekom
-    Un consorzio europeo italo-franco-tedesco acquista il 66% di DESFA SA, gestore della rete di gas.
-    la Deutsche Invest entra prepotentemente con il 67% del porto di Salonicco.
-    Gli americani si comprano il 51% dell’Elenio Petrolium; i cinesi il 40% della Pubblic Power Corporation, principale fornitore di energia elettrica.
Una storia drammatica che mi fa pensare che il MES non sia lo strumento più adeguato per rimediare ai danni del Covid-19, anche se ottenuto a condizioni favorevoli perché, ricordate, tali condizioni possono nel corso del tempo venire modificate, con il parere favorevole della maggioranza dei paesi UE.
A.M.
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