Storia ed aspetti clinici sul Coronavirus - Coronavirus 19 Italy - come resistere alle fake news sul covid-19 e ripartire

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LA RUBRICA DI CORONAVIRUS19ITALY: LE RISPOSTE

STORIA ED ASPETTI CLINICI
Appuntamento con un medico italiano che per il momento si presenta
con lo pseudonimo di Ildegarda di Bingen.
A lui sarà possibile rivolgere domande e scambiare opinioni...


 
Il 31 dicembre 2019, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), veniva allertata dai medici della Commissione Sanità Pubblica della Cina, di una nuova forma di Polmonite ad eziologia sconosciuta.

 

Il 30 gennaio 2020 venne dichiarata l’epidemia globale e si sentì parlare per la prima volta di SARS-CoV2, ossia severe acute respiratory sindrome coronavirus 2, oggi denominata COVID -19, o coronavirus desease 2019.

 
Alcune precisazioni: il contagio in ambiente familiare e tra gli operatori sanitari suggerisce una trasmissione interumana mediante doplets, ossia secrezioni aeree. L’incubazione media è di 10 giorni con un range di 0-24 con massima potenziale di trasmissione nel periodo 7-10.


 

Analizzeremo tutti gli aspetti clinici, ma in questo momento vedremo insieme cosa succede a livello polmonare dal punto di vista radiologico. Si tratta di polmonite. Le immagini sono più esaustive di mille parole, quindi vi mostrerò immagini reali di una polmonite da COVID-19. Non farò un trattato perché non è la sede, ma lascerò che le immagini parlino da sé.


 
Torace normale
 

L’esame radiologico del torace ha una bassa sensibilità nell’identificare le alterazioni precoci del COVID-19.
 
Solo con malattia conclamata può dare delle informazioni maggiori con opacità alveolari multiple bilaterali.
 
Anche alcuni infezioni polmonari NON-COVID 19 possono avere interessamento bilaterale, ma nel COVID è una caratteristica SEMPRE PRESENTE.


 
Torace COVID
 
 
Diverso è il discorso della TAC del Torace, senza mezzo di contrasto ma ad alta definizione (TC Torace HR) che può essere diagnostica anche in fase precoce di malattia da COVID, in quanto la polmonite si presenza come intestiopatia bilaterale, dette “a vetro smerigliato”, con distribuzione a chiazzette, periferiche, sub pleuriche postero- inferiori.

  
 
Torace normale                                                              Torace COVID
 

Sono sicura che queste immagini resteranno indelebili nella memoria.
 
Senza dilungarmi ulteriormente, si può dire che nell’infezione da Covid il tessuto polmonare, gli alveoli deputati agli scambi respiratori sono irreversibilmente danneggiati, addirittura devastati, compromettendo gli scambi polmonari.
Motivo per cui si utilizzano presidi atti ad incrementare l’apporto di ossigeno per gli scambi, attraverso cannule nasali.

A questo si deve aggiungere una infiammazione dell’endotelio dei vasi che predispone alle trombosi, evento scatenato dallo stato infiammatorio, e che viene trattato con eparina a basso peso molecolare.

Abbiamo trattato l’essenziale di una infezione polmonare da COVID, con immagini.
 
Voglio ricordare a tutti che ogni presidio di ventilazione immette nell’aria particelle virali, e gli operatori sanitari, nonostante i presidi di protezione, sono esposti ad elevate concentrazioni del virus nell’aria che respirano.
Questo è uno dei motivi per cui NON potete fare visita ai vostri familiari infetti, perché purtroppo sareste a rischio di contrarre l’infezione.

Ildegarda di Bingen



Maschera con concentratori
Un concentratore di ossigeno è un dispositivo che concentra l'ossigeno, fornendo una miscela di gas arricchita di ossigeno. È dotato di filtri che aiutano a rimuovere l'azoto dall'aria per garantire ossigeno puro al 96%. L'ossigeno prodotto viene inalato dal paziente mediante l'utilizzo di una cannula o di una maschera per ossigenoterapia.

Casco a flussi alti d’ossigeno
Impiegati contro il Coronavirus perché aiutano gli alveoli a funzionare e a ossigenare il sangue, spingendo nei polmoni ossigeno con una pressione regolabile. A differenza delle maschere, i caschi generano un flusso e una pressione di ossigeno migliore. Oltre il 60% dei pazienti ricoverati in sub intensiva supera la fase acuta con i caschi.

Casco C-PAP
I caschi CPAP sono dedicati ai pazienti contagiati ed in condizioni più critiche; questo serve a preservare alcuni posti letto disponibili nei reparti di Terapia Intensiva. Ai pazienti che hanno bisogno del solo supporto respiratorio viene applicata la “ventilazione meccanica a pressione positiva continua” (in inglese CPAP, acronimo di Continuous Positive Airway Pressure), un metodo di ventilazione respiratoria utilizzato principalmente nel trattamento delle apnee del sonno. Questi dispositivi portatili e di semplice utilizzo rappresentano una soluzione d’emergenza per trattare l’elevato numero di pazienti con difficoltà respiratorie di questi mesi senza saturare i reparti di rianimazione.

Intubazione con supporto completo ventilatorio
Con “intubazione” in medicina si intende una tecnica che permette l’inserimento di un tubo nelle vie aeree – più precisamente nella trachea, attraverso le corde vocali del paziente, permettendo così la respirazione di una persona non in grado di respirare autonomamente. Negli ultimi anni sono state impiegate nelle terapie intensive un numero di modalità di ventilazione in aumento e si è assistito ad un perfezionamento delle caratteristiche tecniche dei respiratori. Il supporto ventilatorio meccanico rappresenta una metodica di frequente utilizzo nell’assistenza ai pazienti critici.
 
 
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