Timeline Governo - Coronavirus 19 Italy - come resistere alle fake news sul covid-19 e ripartire

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LA LENTE: APPROFONDIMENTI SULL'EPIDEMIA

LA TIMELINE DEL CORONAVIRUS

 
Il 31 gennaio, a seguito della segnalazione OMS, l’Italia decretò lo stato di emergenza nazionale.
 
Allo scopo di evitare il diffondersi del Covid-19 il Consiglio dei Ministri (dopo una riunione del comitato operativo nella sede della Protezione Civile) approvò il dl n.6 del 23 Febbraio 2020.
 
In serata il Premier Conte firmò infatti il primo DPCM del 23 Febbraio 2020 di attuazione delle disposizioni del dl 6/2020; in pratica delineava le misure adottate per il contenimento del contagio da Covid-19 per i comuni interessati della Regioni Lombardia e Veneto.
 
Peccato che in quel periodo fossero già identificate 79 persone colpite dal virus (54 in Lombardia, 17 in Veneto, 3 in Emilia-Romagna e 1 in Piemonte).
 
Per non essere da meno, lo stesso 23 febbraio il Ministro delle Economie e Finanze Gualtieri emise un DM sugli adempimenti a carico dei contribuenti residenti nelle zone interessate.
 
Il 25 febbraio 2020 il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, allarmato dalle cifre del contagio (o forse dopo un leale ma teso scambio di opinioni con i Governatori di Lombardia e Veneto) firmò un nuovo PPCM che allargava a tutta la Lombardia e Veneto le misure di contenimento delineate dal dl 6/2020.
 
il 28 Febbraio 2020 il Consiglio dei Ministri, alla luce di decine di nuovi focolai di infezioni, travolto quindi dalla straordinaria necessità ed urgenza di emanare ulteriori disposizioni, adottò misure dedicate non solo al contrasto-contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica, ma anche di contenimento degli effetti negativi che stava producendo sul tessuto socio-economico nazionale.
 
Venne pertanto emanato un nuovo dl che introduceva misure urgenti di sostegno per famiglie, imprese e lavoratori.
 
Finalmente il 4 Marzo Conte firmò un nuovo DPCM con misure riguardanti il contrasto e il contenimento del diffondersi del Covid-19 sull’intero territorio nazionale.
 
L’8 Marzo Conte appose la firma sull’ennesimo nuovo dpcm che correggeva alcuni errori contenuti e annullava le disposizioni emanate nel dpcm precedente del 4 Marzo, introducendone di nuove: vietava ogni forma di assembramento in luogo pubblico, emanava la chiusura di scuole, teatri e bar fino dalle ore 18 alle 6. Le disposizioni sarebbero state valide dal 10 marzo sino al 3 aprile.
 
L’11 Marzo, forse spinto dalle migliaia di contagi e centinaia di morti, il Presidente Conte firmò un nuovo dpcm che invalidava quello dell’8 marzo, i contenuti del quale vengono riportati in tabella 1 e la cui durata sarebbe andata dal 12 al 25 marzo.
 
 
Tabella 1:
 
Aperti
 
-      Farmacia, parafarmacia, assicurazioni, banche
 
-      Uffici comunali e cimiteri
 
-      Consegne e assistenza domiciliare
 
-      trasporti
 
-      Ambulatori medici
 
-      Alberghi
 

 
Aperti con limitazioni
 
-      Chiusura grandi strutture di vendita e mercati rionali nei week-end
 
-      Bar chiusura dalle ore 18 alle 6
 
-      Rispetto distanza di 1 metro fra gli avventori
 
-      Eventi sportivi a porte chiuse
 

 
Chiusi
 
-      Asili, scuole, biblioteche, teatri e cinema, centri sportivi, benessere, scuole di ballo, barbieri ed estetisti
 
-      Proibite cerimonie civili, religiose, congressi, concorsi, riunioni ed assemblee
 
 
Il 20 marzo il Ministro della Salute Speranza firmò un’ordinanza che adottava nuove restrizioni in tutta Italia.
 
Fra il 22 e 25 marzo, grazie all’opera congiunta fra ministro della salute, ministro degli interni, presidenza del consiglio, consiglio dei ministri, si arrivò al famoso dl che stabiliva il lock-down per la Nazione, almeno sino al 13 Aprile.
 
Arriviamo ai nostri giorni: il 10 aprile Giuseppe Conte appone la firma sull’ennesimo dpcm che proroga al 3 maggio le misure restrittive sino a qui adottate (possono però riaprire cartolerie, librerie e negozi di bambini).
 
Interessante la doppia lettura fra la cronologia degli interventi governativi (dl e dpcm) e il grafico del numero dei cittadini italiani infettati dal virus e deceduti, pubblicati sul sito del Ministero della Salute.

DATA                                                        INFETTI                                           DECEDUTI
dal 25/02 al 01/03                                      1400                                           31  
dal 01/03 al 07/03                                     5000                                           233
dal 07/03 al 13/03                                  15.000                                           1.266
dal 13/03 al 19/03                                  30.000                                           3.400
dal 19/03 al 25/03                                  55.000                                           7.300
dal 25/03 al 31/03                                  77.000                                           12.400
dal 31/03 al 05/04                                  91.000                                           15.800
dal 05/04 al 10/04                                  98.000                                           18.800
       
 


Due domande nascono spontanee:
 
1)  Perché si è aspettato a prendere provvedimenti (per quanto assurdi) l’11 marzo, con più di 20.000 infetti e 1200 morti?
 
2) Perché si è aspettato il 25 Marzo per dichiarare il lock-down (50.000 infetti e 7300 morti)?
 

 
Il 10 aprile il Presidente Conte ha dichiarato che il Governo è già al lavoro per la fase 2, che permetterà al sistema produttivo una ripresa graduale delle attività sociali, economiche produttive.
 
Questa è la speranza per tutti.

 
 
Dott. Andrea Moscatelli
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